La leggenda del granito: quando Dio scolpì la Sardegna

C’è una storia nascosta in ogni pietra, ma poche storie resistono ai secoli come quelle raccontate dal granito, specie in Sardegna: un’isola formatasi circa 570 milioni di anni fa.

Oggi, il nostro viaggio speciale comincia là dove tutto ebbe inizio.

 

 Luce e paesaggio. La Sardegna del granito negli occhi e nell’anima

spettacolari rocce di granito situate nella valle della luna in Sardegna
Valle della Luna, Santa Teresa di Gallura. Fonte: FAI-Sardegna

 

C’è una storia nascosta in ogni pietra, ma poche storie resistono ai secoli come quelle raccontate dalle rocce di granito. 

Immaginate di attraversare, con il corpo e con lo  spirito, paesaggi che narrano echi antichi e lontani.

Siete in Sardegna, dove la roccia del granito, nuda, sotto i raggi di sole, accompagna con cristalli di scintillante luce ogni vostro passo

La bellezza di questa pietra si esprime nelle forme maestose con cui disegna le coste, nei tondeggianti rilievi che sormontano le colline…

nelle onde del mare che vi si infrangono si ascolta la poesia della terra che incontra l’acqua e ancora, in un eterno andare e tornare, lo scorrere del tempo nell’orologio della vita. 

Ma il granito, come celebrò Grazia Deledda, ha plasmato la terra e anche la cultura, lasciando un segno profondo nell’anima dei sardi

Nei loro occhi, si specchiano la luce e la grandezza del granito.

Ed è proprio da qui che inizia il nostro viaggio speciale, là dove tutto ebbe inizio.

 

 

«Siamo il regno ininterrotto del lentisco, delle onde che ruscellano i graniti antichi, della rosa canina, del vento, dell’immensità del mare.»

Opera: Noi siamo sardi — di Grazia Deledda.

 

L’origine del granito 

pietre di puro granito allineate l'una sopra l'altra
Fonte: Pixabay

 

La roccia di granito, caratterizzata da intima durezza e visivamente affascinante, è tra le rocce più abbondanti e versatili, impiegata in una grande varietà di usi sulla Terra.

Porta con sé milioni di anni di storia e il suo nome deriva dal latino “granum“, che significa appunto  “grani, facendo riferimento a una delle caratteristiche primarie di questa pietra, cioè alla tipica struttura composta da grani di dimensioni diverse.

Il granito è un tipo di roccia ignea intrusiva e si è formata dalla lenta cristallizzazione del magma vulcanico, all’interno della crosta terrestre. 

Questo lungo processo di solidificazione ha consentito lo sviluppo di grandi cristalli minerali come il quarzo, feldspato e mica, che conferiscono al granito le sue diverse colorazioni e il il caratteristico aspetto maculato. 

 

 Sul granito sardo

La Sardegna è un’isola ricchissima di formazioni geologiche e rocce millenarie, che da sempre sembrano sussurrare ai loro ammiratori l’antica storia della Terra.

Il granito sardo è una testimonianza geologica di immensa antichità, con una storia che risale al Paleozoico, specificamente tra la fine del Carbonifero e l’inizio del Permiano.

Periodo di Formazione:

  • Le analisi radiometriche condotte su campioni specifici ne confermano l’età, collocando la sua formazione tra circa 340 e 280 milioni di anni fa.
  • Studi più mirati (come quelli riportati da research.unipg.it) restringono il picco di attività tra 307 e 281 milioni di anni fa.

Contesto Geologico:

Le masse rocciose di granito, modellate dal tempo, sono uno dei fenomeni geologici più affascinanti dell’isola.

Esse costituiscono una porzione del vasto complesso intrusivo noto come “Batolite Sardo-Corso” (Sardinia-Corsica Batholith) * Un batolite è una grande massa di roccia ignea (granitoide) intrusa e cristallizzata in profondità.

Recenti studi geologici (menzionati anche da old.regione.sardegna.it) continuano a studiare il granito sardo e le sue “maestose intrusioni granodioritiche“, come prova di epoche assai remote.

 

 

Rocce antropomorfe in Sardegna: storie scolpite nella pietra

formazione rocciosa di granito che ha come forma la testa della strega situata sull'isola di Spargi, in Sardegna
Roccia antropomorfa, Testa della Strega, Isola di Spargi. Fonte: Wikipedia

 

In Sardegna, il granito non va considerato solo un materiale geologico, perché in alcune regioni storiche (soprattutto in Gallura) è il vero protagonista del paesaggio e della suggestione che esercita sui visitatori.

Le sue forme assai curiose, levigate dal tempo, hanno assunto un fascino unico, conferendo al territorio un carattere inconfondibile e poetico, talvolta magico e anche divertente.

Molte rocce antropomorfe dell’isola, non a caso, sono composte proprio dal granito. Modellate dall’erosione, scavate dalla pioggia, dal vento che le accarezza e arse dal sole, assumono forme di animali o di figure umane.

Tra queste troviamo la celebre Roccia dell’Elefante a Castelsardo, la Roccia della Strega a Spargi e la Roccia dell’Orso a Palau

Ciascuna evoca le sembianze del rispettivo animale o figura, ed è incredibile come, osservandole, sembri davvero di vederne i contorni vivi. 

Questi monumenti naturali sono il frutto dell’erosione millenaria del vento e degli agenti atmosferici sul granito.

Essi hanno trasformato la dura pietra in sculture così perfette da sfidare l’immaginazione umana e suscitare stupore.

 

 

La leggenda del Dio del granito e la creazione della Sardegna

meravigliose rocce di granito modellate dagli agenti atmosferici a Capo Testa
Rocce di granito modellate dal vento a Capo Testa, Gallura. Fonte: Idese

 

Dietro un simbolo, come spesso accade, si nascondono leggende affascinanti che arricchiscono la storia dei luoghi.

E il granito, fra tanti altri simboli della Sardegna, è considerato una delle massime espressioni della natura del territorio.

Per questo motivo, alcune storie popolari sarde vi hanno fatto riferimento e sono arrivate fino a noi, tramandate nel corso delle generazioni.

Nella leggenda che vi racconto oggi, si narra che in un’epoca lontana Dio creó la Terra plasmando le pianure, le montagne e i fiumi, e che per compiere la sua opera trasmise la bellezza, la vita e l’amore in ogni angolo di quel mondo nascente.

Arrivato a buon punto della creazione, però, la divinità si rese conto di avere ancora nella bisaccia un paio di pezzi di granito, e per liberarsene gettò il tutto nel vasto mare.  

Per concludere il tutto, con un gesto calpestó l’insieme che ne venne con il suo sandalo.

Ecco spiegato, in base alla leggenda, l’origine del nome antico dell’isola: Sandalia (dal greco “Sandalyon”) che appunto significa sandalo. 

Questa è solo una delle tante storie che arricchiscono l’isola

Scoprine altre ora, nella sezione dedicata alle leggende popolari sarde sul mio Blog!