Leggende di Nurachi…Il Chiuso del Serpente

Oggi vi introduco una leggenda di Nurachi, paese di 1 651 abitanti nella provincia di Oristano. La storia è conosciuta localmente come “Il chiuso del serpente”.

Le leggende tramandate in ogni parte della Sardegna raccontano spesso di anime in pena che vagano per nuocere ai viventi. Altre volte, sempre nell’ambito delle credenze popolari, gli spiriti maligni si presentano sotto forma di animale.

Nella leggenda narrata da Lucia Trogu agli inizi del 1900, donna originaria di Riola Sardo, l’animale in questione è il serpente, storicamente considerato incarnazione di Satana.

Come si svolge la storia?

Ve la racconto!

Nella Bibbia il serpente simboleggia il diavolo ingannatore che si mescola agli uomini per fargli perdere la retta via, ma anche la faccia più oscura dell’animo umano, che si manifesta con l’invidia, la cupidigia e l’avidità.

Le persone invidiose, avide e cupide, secondo il folklore mantengono queste caratteristiche anche dopo la morte, e se riescono a fare del male in vita, posso farlo anche da defunte: ne è un esempio la storia che echeggia fra le campagne di Riola Sardo e Nurachi.

 

La donna e il serpente del cimitero di Nurachi

comune di nurachi
Scorcio di Nurachi. Fonte_ Sardegna Digital LIbrary

A Nurachi, comune dalle origini antichissime non distante da Riola Sardo, si racconta di una donna che si recava spesso a raccogliere asparagi vicino al cimitero locale.

Un giorno ella vide un serpente, e spaventata, per non essere morsa, gli scagliò contro una pietra.

Purtroppo non riuscì a colpire l’animale e decise di riprendere la strada di casa.

Il serpente però riuscì ad inseguirla, e nei giorni consecutivi,la donna iniziò ad ammalarsi, a sentirsi sempre più stanca e deperita.

Per trovare conforto e aiuto si rivolse alle sue comari raccontando l’accaduto, convinta che il serpente la stesse perseguitando in casa.

Le donne però le risposero che si trattava di suggestione, che il serpente non esisteva e che, di conseguenza, sarebbe presto guarita.

Sollevata da queste parole, la donna si recò nuovamente a cogliere asparagi vicino al cimitero di Nurachi, stavolta assieme alle comari.

In quella occasione tutte videro l’animale e cercano di ucciderlo in ogni modo, ma inutilmente.

La protagonista della leggenda tornò a casa e la sua malattia peggiorò in poco tempo, fino a portarla alla morte.

La credenza vuole che il serpente fosse un’anima malvagia che si aggirava per il cimitero con la specifica intenzione di fare del male alla donna.

Da quel momento il campo di asparagi in cui avvenne il fatto, situato proprio accanto al cimitero, fu chiamato “il chiuso del serpente” e nessuno vi si avvicinò mai più, tantomeno per coltivarlo.

Il cimitero di Nurachi si trova in Corso Eleonora ed è tutt’ora circondato da campi.

Impossibile individuare il punto esatto in cui è ambientata la leggenda, ma passeggiando accanto al camposanto, se scorgete delle piante di asparagina, potreste trovarvi nel posto giusto.

Qualora doveste incontrare un serpente poi, credendo a quanto narra la leggenda, meglio fare ritorno in paese che restare in cerca di asparagi!

Fonte: “Leggende e Tradizioni di Sardegna”, di Gino Bottiglioni

 

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