Samugheo. Il Borgo Autentico Capitale dell’Arte Tessile

Domenica 4 Febbraio 2024, a Samugheo, si è tenuto l’evento “A Maimone”, che racchiude tutta l’emozione, la tradizione e la magia dell’antico carnevale sardo.

In questo articolo vi porto alla scoperta del borgo autentico di Samugheo: capitale dell’arte tessile in Sardegna.

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulle tradizioni e la natura di Samugheo: cosa visitare, le tipicità culinarie, come e quando raggiungere il Comune per le feste più attese!

Info

Il Comune di Samugheo, situato in Sardegna a circa 40 chilometri da Oristano, fa parte della rete Borghi Autentici d’Italia ed è rinomato per le sue tradizioni tessili, tanto da essere annoverato, alla stregua di paesi come Nule e Aggius, fra le capitali dell’arte tessile sarda.

Le preziose creazioni artigianali, espresse in particolare dagli abiti tipici e dai tappeti di Samugheo, non esauriscono tuttavia la varietà della cultura locale. Siete curiosi di conoscerla?

Ve la racconto.

Le Tradizioni di Samugheo

 

comune di samugheo
Samugheo, Sardegna. Fonte: Pagina FB Comune di Samugheo

La tessitura

Samugheo è un paese famoso per i suoi laboratori tessili, ma anche per le tradizioni legate al carnevale, per il caratteristico centro storico abbellito dai murales, per i suoi dolci e per il pane tipico.

Per tradizione, la tessitura a Samugheo viene esercitata dalle donne e tramandata di madre in figlia. Il telaio, oggi come allora, è lo strumento principe per dare vita a corredi, coperte, arazzi e splendidi tappeti.

Nel dettaglio, l’arte del tappeto a Samugheo si sviluppa pienamente negli anni ‘20, quando i tappeti venivano utilizzati come scendiletto con due tecniche fondamentali: un’in dente, tessitura ad effetto trama dove non si vede l’ordito e una a pibiones (grani) adatta a resistere all’usura.

Il Carnevale

Il carnevale di Samugheo affonda le sue radici nella cultura agropastorale.

Le maschere principali sono:

  • Su Mamutzone: ha il volto annerito dal sughero bruciato, indossa un abito di fustagno nero, una casacca di pelli di capra, con una cintura da cui pendono alcuni sonagli (detti campaneddas e trinitos). Il copricapo (su casiddu o su moju) è un recipiente in legno di sughero coronato da corna caprine, rivestito all’esterno da pelli di capra.
    S’Urtzu: è la “vittima” del carnevale. Veste un completo di pelle di caprone nero, pelli di capretto sul petto e un campanaccio.
  • S’Omadore: rappresenta il pastore. Questi indossa un pastrano nero, ha il volto coperto di fuliggine e stringe la fune (sa soga), un bastone, una zucca con del vino e il pungolo.
  • Su Traga Cortgius: è la maschera che trasporta pelli bovine secche. Simboleggia un presagio di morte.

Il rito è incentrato su una vivace e caotica processione, dove i Mamutzones riproducono in modo suggestivo il comportamento delle capre durante il periodo di accoppiamento.

Mentre saltellano e imitano il combattimento amoroso delle capre, accompagnano il loro movimento con il suono di campanacci. Nel frattempo, s’Urtzu seleziona ragazze lungo il percorso con cui simulerà l’accoppiamento.

S’Omadore cerca di guidare s’Urtzu attraverso colpi e stimoli, facendolo cadere ripetutamente a terra fino a una morte apparente.

Tuttavia, il vino, simboleggiante la terra, lo rianima, facendolo risorgere con suoni simili a un mugito. La simbologia è profonda: s’Urtzu muore per fertilizzare la terra, ma attraverso il vino, che rappresenta la stessa terra, rinascendo incarna l’eterno ciclo naturale.

In questo rituale, la morte e la rinascita di s’Urtzu diventano una rappresentazione simbolica del perpetuo ciclo di vita, morte e rinascita che caratterizza la natura stessa.

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Il pane tipico

Anche a Samugheo si realizzano i pani rituali sardi.

Tra i vari pani cerimoniali ottenuti da su tzichi, un altro pane tradizionale di Samugheo, va citato s’angulla. Si tratta del pane pasquale in cui veniva inserito un uovo centrale decorativo.

Da menzionare anche sa pramighedda, un pane a forma di treccia ornato con nocciole in occasione della Domenica delle Palme, e su pane de is mortos, modellato per rappresentare tre teste in occasione della commemorazione dei defunti

La natura di Samugheo

 

natura di samugheo
Paesaggi. Fonte: pagina FB VisitSamugheo

Il suggestivo territorio di Samugheo si distingue è abbastanza fertile, data  dalla presenza di fresche sorgenti.

La vegetazione autoctona abbraccia lentisco, leccio, olivastro ed euforbia, ed è arricchita dalla presenza di garofani selvatici.

La fauna locale è caratterizzata da volpi, pernici, ghiandaie, cinghiali e numerose specie di uccelli. Un’ulteriore peculiarità del territorio è l’incredibile varietà di grotte.

Tra queste, spiccano la Grotta di Sa conca ‘e su Cuaddu nella valle del Riu Settilighe, la Grotta dell’Aquila sul monte de Sa Pala de is Fais (accessibile solo calandosi dall’alto per circa 25 metri con funi e scalette) e quelle prossime al Castello di Medusa.

Il paesaggio rurale è caratterizzato dalla presenza diffusa di pinnatzos, ricoveri dei pastori in pietra a secco con copertura a cupola.

La fertile vallata di Acoro, così chiamata dal suo omonimo rio, è rinomata per la presenta di rigogliose vigne e conserva tre mulini ad acqua, ancora intatti e attivi fino agli anni Settanta del Novecento.

Caratterizzati da edifici rettangolari con macina in pietra, ruota orizzontale esterna, canali di adduzione e deflusso delle acque e sistemi di sbarramento sul fiume, i mulini contribuiscono a mantenere viva la memoria di una tradizione che ha segnato la storia di Samugheo.

Cosa visitare a Samugheo

 

arte tessile samugheo
Fonte. SardegnaTurismo.it

1. Grotte Naturali:

  • Sa conca ‘e su Cuaddu nella valle del Riu Settilighe.
  • Grotta dell’Aquila sul monte de Sa Pala de is Fais.
  • Buco della Chiave vicino al Castello di Medusa.

2. Siti Archeologici:

  • Nuraghe monotorre Perda Orrubia.
  • Castello bizantino di Medusa con la cortina muraria, torretta, cisterna e resti di ambienti.

3. Paesaggio Rurale e Mulini:

  • La vallata di Acoro con le vigne e i tre mulini ad acqua (Is Tirizzas, Ispadula, Giobbe).
  • I pinnatzos, ricoveri dei pastori in pietra a secco, che caratterizzano il paesaggio.

4. Centro Storico:

  • Le vie del centro con abitazioni in trachite locale.
  • La casa padronale Serra, ora Biblioteca Comunale.
  • La chiesa parrocchiale di San Sebastiano in stile gotico aragonese.

5. Artigianato Tessile:

  • La Mostra dell’Artigianato Sardo (Tessingiu) in agosto, per conoscere il talento di 60 artigiani e designer.
  • Il Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda (MURATS) per scoprire la storia tessile della Sardegna.

 

Come raggiungere Samugheo

Da Oristano, basta percorrere la SS388 in direzione Fordongianus, proseguire per Allai e raggiungere Samugheo tramite la SP33.

Da Olbia o Nuoro, per un tour completo dei dintorni di Samugheo, percorrere la SS131 e uscire a Paulilatino, proseguire per Santa Chiara e di lì imboccare la SP23 per Fordongianus, fino a Samugheo.

Da Cagliari, raggiungete Oristano e percorrete la SS388 fino a Simaxis. Da Simaxis, imboccare la SP35 per Siamanna, poi la SP23 per Allai fino a Samugheo.

Quando visitare Samugheo (feste ed eventi)

Il momento migliore per visitare Samugheo è senz’altro a carnevale, oppure in occasione della sagra del pane Su Tzichi, che in genere si svolge nel mese di Settembre/Ottobre.

Ricorrenze molto sentite dagli abitanti di Samugheo sono la festa di Sant’Antonio (16 e il 17 Gennaio) e la festa di San Sebastiano (19 e 20 Gennaio), ma eccone altre:

  • Seconda domenica di Maggio – Sant’Isidoro. Festa dei contadini e sfilata dei trattori (festa religiosa in località San Basilio);
  • 7 Luglio – San Costantino (festa religiosa in località campestre –chiesa San Basilio-, Ardia, concerti in piazza);
  • Luglio/Agosto – S’Attobiu manifestazione folkloristica. Esibizione gruppi ballo sardo;
  • Luglio/Agosto – Tessingiu Mostra dell’Artigianato (locale ex cantina e M.U.R.A.T.S.);
  • Metà Agosto – Rassegna estiva delle maschere tradizionali;
  • 1 Settembre – San Basilio (festa religiosa in località campestre – chiesa San Basilio – concerti in piazza Sedda);
  • 8 Settembre – Santa Maria (festa religiosa in località campestre – chiesa Santa Maria – palio dei cavalli (località galoppatoio comunale);